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Grammatica

“A Cappella” e “Concerto”: l’origine di due espressioni musicali

Per scoprire l’origine delle espressioni “a cappella” e “concerto” dobbiamo immergersi nel mondo della musica sacra del XVI secolo. Durante il Rinascimento, epoca dove si svilupparono numerose forme di musica profana, la Chiesa cattolica stava ancora affrontando le conseguenze disastrose e umilianti della Riforma protestante. Durante il Concilio di Trento (1545-1563) venne dunque ribadita l’importanza della musica durante le celebrazioni. In Italia la musica sacra conobbe un incredibile sviluppo durante questo periodo grazie alla Scuola Romana e alla Scuola Veneziana. Ed è proprio entrando in queste due scuole che scopriremo come nascono le espressioni “a cappella” e “concerto”.

La Scuola Romana

L’autore più rappresentativo della Scuola Romana è Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594). Egli fu cantore presso la Cappella Sistina, la cappella privata del pontefice. Compose messe e mottetti (brani in stile contrappuntistico come il madrigale ma su testo sacro latino). Una delle sue opere più famose è la Missa Papae Marcelli a sei voci.  La sua musica si caratteristica per essere esclusivamente vocale. D’altronde nella Cappella Sistina non è presente il classico organo. Da qui la denominazione di “stile a cappella” per indicare una musica senza l’accompagnamento di strumenti, solo cantata. Tale stile era percepito come paradisiaco e simboleggiava la purezza del canto degli angeli.

"A Cappella" e "Concerto"

La Scuola Veneziana

Venezia, durante il XVI secolo era in mano al doge e godeva di un’alta indipendenza da Roma. Il ruolo musicale più importante della città era quello di maestro della cappella ducale, un organismo composto da cantori e strumentisti che suonavano durante le cerimonie pubbliche legate alla vita sociale e politica della Serenissima. Tali cerimonie avevano luogo nella basilica di San Marco, che era la cappella privata del doge, vicina al Palazzo Ducale, sede del potere politico. L’artista più rinomato della Scuola Veneziana è l’organista Giovanni Gabrieli (1555-1612), il quale compose un mottetto a 19 voci in un moderno stile concertato che prevedeva la mescolanza di voci e strumenti. Tale stile diventerà predominante durante il periodo barocco. La parola “concerto” era scarsamente utilizzata fino a quando Gabrieli decise di impiegarla con il significato di unione, concordia, confronto fra gruppi musicali diversi, in cui si mescolano voci e strumenti.

"A Cappella" e "Concerto"

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