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Grammatica

I requisiti del testo | Principi costitutivi

i requisiti del testo

Cerchiamo ora di vedere con maggiore ricchezza di particolari come un testo funziona e come riesce a comunicare in modo chiaro ed efficace un determinato messaggio. Vediamo dunque i requisiti del testo.

I REQUISITI DEL TESTO – INDICE

Per ottenere tale fine si dice che un testo deve possedere sette principi costitutivi:

Esaminiamo ora ciascuno di questi requisiti.

LA COESIONE

La coesione riguarda i rapporti grammaticali e i modi in cui sono collegati tra loro i componenti di un testo. Hanno questo carattere brevi testi
come:

  • accendere i fari nella galleria;
  • non sporgersi dal finestrino.

Non l’hanno invece successioni di parole come:

  • accendere il fari nelle gallerie (i rapporti grammaticali non sono rispettati);
  • accendere fari galleria nella (è incongruo l’ordine dei componenti, che risultano pertanto mal collegati).

La coesione tra le diverse frasi di un testo è garantita dalle forme
sostituenti (pronomi e perifrasi sostitutive), che segnalano la continuità
tematica di un testo e dai connettivi, elementi di collegamento di vario
genere: congiunzioni {e, ma, che, quando, perché ecc.), alcuni avverbi
(allora, appunto, insomma ecc.), espressioni tipiche come, per esempio,
figurati, guarda, ti dirò ecc.

LA COERENZA

La coerenza, importantissima tra i requisiti del testo, riguarda la connessione tra i contenuti presenti nel testo.

In “Giovanni ha acceso il fuoco e ha incendiato il cespuglio“, l’avvenimento
“accendere” è la causa dell’avvenimento “incendiare”; il testo così come è
concepito stabilisce un rapporto di causalità tra i due avvenimenti.

Invece in “cacciatore manda il cane che deve stanare la preda“, l’avvenimento “stanare” rappresenta lo scopo dell’avvenimento “mandare”. La coerenza si esprime mediante rapporti di causalità, scopo, successione temporale, contemporaneità ecc.

Se la coesione è basata principalmente sulla continuità tematica, la coerenza può essere misurata sulla base della capacità del destinatario di attribuire al testo una continuità semantica (o di senso). Un testo privo di continuità semantica (per esempio “Giovanni ha incendiato il cespuglio e ha acceso il fuoco” o “il cacciatore manda la preda che deve stanare il cane“) pur rispettando il criterio dell’unità tematica, appare ai nostri occhi privo di senso o assurdo. Poiché la continuità del senso è stabilita sulla
base delle nostre aspettattive (di solito è il cane che stana la preda e non viceversa), un testo apparentemente assurdo può recuperare la sua coerenza su un piano semantico differente: l’enunciato “dopo essere tornato a casa, Aurelio si tolse i piedi e li ripose ordinatamente nel comodino“, apparentemente assurdo, può acquistare senso se inserito in un racconto di fantascienza che abbia come protagonista una creatura cibernetica.

L’efficacia di alcuni testi letterati si basa proprio sulla deliberata violazione delle attese del lettore. Questo aspetto è strettamente legato ad un altro requisito testuale: l’informatività.

COESIONE – ESEMPI

Spesso, nei testi concretamente prodotti, la coerenza semantica può intervenire a colmare eventuali lacune nella coesione sintattica. Nelle seguenti frasi:

si vestì e fece colazione;
fece la doccia e cantò una canzone.

Le azioni, collegate dalla congiunzione coordinativa e, possono essere
interpretate come contemporanee o come successive. Le seguenti formulazioni più esplicite

dopo essersi vestito fece colazione;
mentre faceva la doccia cantò una canzone.

Evidenziano il fatto che in 1 le due azioni sono da interpretarsi come immediatamente successive e in 2 come simultanee, ma ciascuno di noi è in
ogni caso in grado di attribuire a 1 e 2 la corretta interpretazione grazie
alla coerenza complessiva del senso.

La scelta tra un tipo di coesione a maglie fitte o a maglie più ampie dipende dal contesto e dalle finalità del testo che ci apprestiamo a produrre. Si tenga presente inoltre che un testo dice sempre qualcosa di più di ciò
che contiene:

Carlo gioca a pallone con i suoi compagni nella strada. La signora Rosa è disturbata dalle voci e dai rumori. Il pensionato del secondo piano invece ama sentirsi in un ambiente vivo.

Non è detto espressamente che Carlo e compagni, la signora Rosa, il pensionato del secondo piano sono in luoghi contigui, ma ciò lo si può ricavare facilmente dal senso e dalla successione delle frasi che compongono il breve testo. Quest’ultimo non ha bisogno di una frase finale che evidenzi la coerenza dei vari componenti.

L’INTENZIONALITÀ

L’intenzionalità (cioè l’intento di comunicare qualcosa) non riguarda
un carattere del testo, come avviene con la coesione e con la coerenza,
ma piuttosto l’atteggiamento dell’emittente, la sua volontà di farsi capire.

L’intenzionalità, soprattutto nei testi orali, può intervenire talvolta a sostegno della coesione. Per esempio, un brano di conversazione come:

Insomma, quando… a che ora parte il tuo aereo?

dimostra una scarsa coesione grammaticale, ma il fine specifico di ottenere una certa informazione è espresso chiaramente ed efficacemente. Vero è che la mancanza di coesione e di coerenza in un testo possono bloccarne la comprensione.

L’ACCETTABILITÀ

L’accettabilità riguarda l’atteggiamento del ricevente, il quale si aspetta sempre un messaggio che dimostri coesione e coerenza, che sia utile e
rilevante per conoscere cose nuove e per attuare un certo progetto di comunicazione; insomma, che possieda i requisiti fondamentali di un testo.

Questa aspettativa del ricevente è in rapporto con il contesto sociale e
culturale e con la desiderabilità dei fini: capiamo meglio ciò che c’interessa e ci piace.

L’INFORMATIVITÀ

L’informatività, cioè il grado d’informazione, esprime la misura in cui
il testo giunge atteso o inatteso, rappresenta un fatto noto o ignoto.

La nozione di informatività è stata elaborata dagli studiosi di teoria
dell’informazione: un segno linguistico, di qualsiasi livello, è tanto più
informativo quanto meno è prevedibile sulla base del contesto.

Per esempio, la -e finale dell’avverbio velocemente ha un’informatività nulla (o, come si usa dire, è ridondante), poiché è assolutamente prevedibile sulla base del contesto fonologico precedente, mentre la -e finale dell’aggettivo veloce possiede un certo grado di informatività poiché si può alternare con una -i finale: tale alternanza è sfruttata dal sistema linguistico per esprimere l’opposizione singolare/plurale. Per le stesse ragioni l’aggettivo bianco nel sintagma la bianca luna è assai meno informativo dello stesso aggettivo nel sintagma un cavallo bianco.

Negli enunciati con funzione fatica (per esempio, le frasi di circostanza sul tempo che si scambiano in ascensore), il cui scopo è semplicemente quello di attivare la comunicazione, è presente un livello molto basso di
informatività. Al polo opposto si situano gli enunciati che fanno appello
alla funzione poetica e referenziale. È possibile variare, attraverso aggiunte o riformulazioni, il grado di informatività di un messaggio: si chiama rivalutazione il procedimento mediante il quale una frase viene
arricchita di informazione da ciò che precede o segue nel testo, svalutazione il procedimento inverso. Osserviamo il seguente enunciato:

la terra non gira intorno al sole.

L’informatività è assai elevata, poiché si tratta di una affermazione che contrasta con le nostre conoscenze e aspettative; completando il testo possiamo attuare una rivalutazione o una svalutazione dello stesso:

RIVALUTAZIONE: la terra non gira intorno al sole, lo sostiene un’equipe di astrofisici statunitensi;

SVALUTAZIONE: la terra non gira intorno al sole, così si credeva prima delle importanti scoperte di Copernico e Galileo.

LA SITUAZIONALITÀ

La situazionalità, cioè il trovarsi del testo in una determinata situazione, fa sì che il testo stesso risulti chiaro.

Il cartello “Accendere i fari”nella gallerìa ha un significato inequivocabile se è posto all’imbocco di una galleria. Inoltre si noti che la brevità del testo è adatta alla situazione (chi guida un autoveicolo non ha molto tempo per leggere); un testo più lungo fallirebbe il suo scopo.

L’INTERTESTUALITÀ

L’intertestualità, cioè il rapporto tra un testo presente e un testo o altri testi assenti ma vivi nella memoria del ricevente, seppure ultima tra i requisiti del testo è molto importante per la comprensione. Il cartello “Spegnere i fari”, posto alla fine di
una galleria, si comprende soltanto in rapporto al precedente cartello “Accendere i fari” nella galleria.

L’intertestualità è un requisito legato all’esistenza di tipi di testi, cioè
classi di testi per le quali ci si attendono caratteristiche determinate in vista di determinati scopi: le indicazioni stradali, gli articoli dei giornali, le favole, le poesie, i messaggi pubblicitari, le previsioni del tempo lette alla
televisione o alla radio, i resoconti di avvenimenti sportivi rappresentano
altrettanti tipi testuali, dotati di certi tratti che rendono possibile il loro riconoscimento da parte elei ricevente.

Questi, grazie alla propria competenza testuale, riconosce subito fin dalle prime parole o frasi che sta ascoltando una cronaca sportiva e non un messaggio pubblicitario. In una determinata cultura e in un determinato periodo storico esistono delle convenzioni (delle frasi tipiche, dei modi di esporre i fatti, di commentarli ecc.), le quali distinguono i vari tipi di testi. Il ricevente ama riconoscere tali diversi tipi di testi e pretende che tali convenzioni siano rispettate.

L’intertestualità assume un grande rilievo nell’ambito della letteratura,
dove determinati generi (la lirica, il poema epico, la tragedia) creano ciascuno per proprio conto tradizioni di forme e di situazioni. Soprattutto
nelle epoche passate le opere appartenenti allo stesso genere appaiono
collegate tra loro da rapporti intertestuali.

CONCLUSIONE

I sette requisiti ora esaminati, veri e propri princìpi costitutivi del testo, si pongono su piani diversi: la coesione e la coerenza sono caratteri incentrati sul testo; l’intenzionalità è un carattere incentrato su chi produce il testo; l’accettabilità riguarda l’atteggiamento del ricevente; l’informatività evidenzia il rapporto testo/realtà; la situazionalità evidenzia il rapporto testo-situazione; l’intertestualità definisce il rapporto testo-altri testi.

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