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Fotografia, Instagram e Carriera | intervista a Raffaele Esteban Palladino

Si può vivere di fotografia? Molte volte si sente parlare di ragazzi che vogliono sfondare nel mondo della fotografia. Riuscire a guadagnare attraverso una macchina fotografica e coronare un sogno artistico molto difficile di questi tempi. Conosciamo tante storie di difficoltà o di enorme successo. Oggi raccontiamo una storia comune, ma non troppo, quella di Raffaele Palladino, in arte: Esteban!

Raffaele è un ragazzo della mia età. Non è ancora stato invitato nei salotti, non è un artista di fama mondiale, ma forse un giorno lo diventerà e saremo stati i primi a elogiare i suoi lavori. Quello che mi ha sempre colpito in Raffaele Palladino è stato il suo ardito sentimento di voler vivere facendo qualcosa che gli desse soddisfazione. Oggi Raffaele è un fotografo ricercato, guadagna con la sua passione ed è diventato il videomaker ufficiale della ACF Fiorentina!

Una persona (un personaggio!) professionale, creativo che non manca mai di mostrarsi divertente e vivere la sua età con la voglia di sorridere e di mettersi in gioco! Diamo il benvenuto a Raffaele!

Parlaci di te e della tua esperienza. Come hai iniziato?

Sin da piccolo sono stato un grande appassionato dell’arte e del disegno. Ho iniziato proprio col disegno, un qualcosa che penso ogni bambino faccia a quell’età! Tutt’ora, anche se raramente, mi capita di disegnare. Ho coltivato questa passione finché ho conosciuto la fotografia.

Avevo una di quelle prime macchine digitali, mi piaceva fotografare ma diciamo che fotografavo “cose a caso”! Poi al liceo ho cominciato a fotografare tutti: belli e brutti! (sorride). Ho iniziato a immortalare proprio la parte più strana delle persone. Quando c’era una bella ragazza io la fotografavo mentre si metteva le dita nel naso, se c’era il ragazzo sempre posato io lo catturavo in uno scatto mentre aveva un’espressione orribile!

Fotografavo smorfie e le caricavo su Facebook!

Un photobomber diremmo oggi…

Esatto! E così tutti mi hanno cominciato a chiamare il fotografo e anche su Facebook a mo’ di scherzo avevo scritto Raffaele Palladino il fotografo. Poi crescendo, uscendo con gli amici, ho cominciato a fotografare i dettagli, in particolare della natura, come la spina di una rosa o la ruota di una bicicletta. Per fare alcuni scatti fighi mi sono preso anche qualche pietra in faccia!

Qualche pietra in faccia?!

Si! (ride) Magari volevo fotografare la ruota mentre sgommava e qualche ciottolo mi finiva in faccia! Ma vabbè, anche altre cose più tranquille (sorride) come una goccia d’acqua…

Quindi sei cresciuto andando a catturare molto “il dettaglio”?

Si! Molto macro, mi piaceva cogliere i particolari. Da quel momento mi sono appassionato davvero molto e mio padre a Natale 2012 decise di regalarmi la mia prima Reflex! Ancora ce l’ho, qui con me, credo sia l’oggetto più prezioso per me. L’ho “sostituita” soltanto per prenderne una nuova che avesse delle funzionalità anche video, perché col tempo mi sono appassionato molto anche alla realizzazione di video.

Ma quella prima macchina fotografica l’ho utilizzata per ben undici anni! Capito?! Ho utilizzato sempre e solo quella! E da qui ho pensato: ok, la prima macchina me l’ha regalata papà: ci sta! Però è una mia passione! È una cosa che piace a me! E sono del parere che le cose le devi ottenere da te, altrimenti sarebbe troppo semplice!

Diciamo che dai sassi in faccia ai primi lavori per ottenere compensi e soddisfazioni c’è stato un bel po’ di lavoro, soprattutto emotivo! Come si rispecchiano le tue emozioni all’interno dei tuoi scatti?

Quello che tutti notano è il forte utilizzo dei colori. Utilizzo in modo forte dei colori, in particolare l’arancio e il celeste. In alcuni momenti particolari della mia vita, questi colori hanno acquisito un significato particolare per me. Non voglio stare a spiegare quale sia il significato che hanno per me, ma mi piace utilizzare questi colori per dare una mia impronta, un mio timbro, ecco!

Il vero cuore delle mie fotografie è proprio nelle emozioni. Provo ad immortalare non soltanto ciò che scatto ma ciò che sto provando io in quel momento. Posso fotografare lo stesso soggetto, che so, un palazzo! Ma a seconda del mio umore quello stesso palazzo sarà “diverso”. Solo guardando tutto il mio percorso si può comprendere le scale emotive presenti nelle mie foto.

È il mio modo di esserci nelle foto, anche quando il soggetto non sono io direttamente! Anche quando lavora con delle modelle, o dei modelli, non chiedo direttamente un’espressione. Provo a raccontare qualcosa, così da aiutarli a calarsi in quella stessa emozione!

Quand’è che hai cominciato a lavorare con modelle e modelli?

Ho cominciato un paio di anni fa. Per me è stata veramente una fonte di forza. Perché stavo affrontando un periodo particolare della mia vita e iniziare a scattare con le modelle è stato un momento della mia carriera molto appagante anche perché mi confrontavo con un mondo professionale diverso dal mio.

L’avere di fronte un professionista che apprezzava la mia professionalità è stato un momento capace di regalarmi tanta forza e rinnovare le mie energie in questo mondo soprattutto a farmi comprendere quali fossero i miei reali obiettivi!

In che senso?

Inizialmente odiavo scattare foto alle persone perché agli inizi della mia carriera per guadagnare un gruzzolo andavo a scattare foto per discoteche o venivo ingaggiato per matrimoni e diciottesimi. Però c’era un problema! Venivo chiamato perché mi dicevano “sai fare le foto”, ma fotografare panorami e fotografare in discoteca sono due mondi completamente diversi!

Non è detto che un buon fotografo abbia gli stessi risultati in termini qualitativi quando lavora a un matrimonio e quando lavora a un diciottesimo! Il mondo della discoteca, dei matrimoni e dei diciottesimi non è un mondo che mi appartiene: come potevo essere bravo in un mondo che non è il mio?!

Che è successo quindi?

Scoprii Instagram! E mi è sembrata una grossa opportunità. Ho cominciato a “sfruttare” amici e amiche per fare qualche foto. In quel modo potevo meglio mostrare agli altri quello che sapevo fare e come mi piaceva lavorare! Così ho deciso di espandermi e con un po’ di coraggio mi sono proposto come fotografo alle modelle.

All’inizio se non hai molto materiale non sei credibile! Ma non mi sono perso d’animo e ho continuato finché non sono arrivato al punto dove sono io ad essere contattato per fare qualche shooting e realizzare video. E questo mi ha dato una grande soddisfazione!

Ci tengo a precisare…

Dimmi tutto!

Mi piace molto spaziare all’interno dei settori artistici e professionali. Ho cominciato con la fotografia, ho avuto evoluzioni all’interno di questo campo e con il tempo mi sono riscoperto anche videomaker! Al momento tutto ciò che riguarda fotografia, grafica e video è il mio mondo, ma sono sempre pronto ad abbracciare nuovi progetti!

Questo è molto bello e dà un grande valore aggiunto al tuo profilo professionale! Voglio continuare con una frase che mi hai detto tu parlando di Instagram:

Fare qualcosa è bello, ma nel momento in cui lo rendi visibile agli altri è ancora più bello

Sulla base di questa tua frase, come definiresti il tuo rapporto con Instagram?

Utilizzato nel modo giusto Instagram può darti tanto. Ho lavorato tanto, grazie a Instagram, entrando anche in contatto con persone famose. Ci sono stati anche quei *******, quelle persone che mi hanno detto “tu fai il cretino tu Instagram, tu qua, tu là, bla bla bla”. Perché comunque, al di là dei miei post c’è tutto il lato storie che sono molto diverse.

Si! Parliamo di questi: tra il tuo profilo e le tue storie c’è proprio questa alternanza tra serietà dei tuoi contenuti fotografici e “delirio” nelle storie IG che raccontano la tua vita privata e sono divertentissime, io le seguo! Vuoi dirmi di più su questa diversità tra post e storie?

Si! Adesso mi sono tranquillizzato un po’ perché comunque lavorando è importante anche darsi un tono più professionale ma sono sempre Raffaele Esteban Palladino! Però ci sono sempre quei cinque minuti che quando ti prendono, ti prendono! Il mio posto preferito? Il bagno! Lì do il meglio di me stesso (ride)!

Il modo più veloce per entrare in intimità con Esteban (risata)!

Esattamente (risata)!

Perché Esteban?

Hai presente Zack e Cody al grande Hotel? Quando ero più piccolo lo guardavo sempre e c’era questo personaggio, il portinaio, Esteban, appunto. Esteban alla fine di ogni puntata metteva ordine e pace alle marachelle di Zack e Cody. Quando ho realizzato il mio ingresso come persona, anzi, come personaggio, ho deciso di chiamarmi Esteban.

Poi diciamo che a me piace fare un po’ il cretino sui social, ma quello sclero serve perché mi piace offrire un sorriso. Non voglio che una persona guardi il mio profilo veda soltanto i post seri e quelli più emotivi, magari rattristandosi. Mi piace anche offrire un momento di delirio, appunto, dove chi mi segue può rallegrarsi!

Questa è la value proposition di Raffaele Esteban! Possiamo rispondere alla domanda: perché seguire @Raffaele Esteban Palladino? Perché al di là di bei contenuti possiamo trovare anche tanti momenti di euforia dove Raffaele ci fa sorridere. Mi hai detto, prima, che molte persone però criticano il tuo comportamento.

Questo inizialmente. Qualcuno mi ha detto che facevo il ******* e che non andava bene, ma col tempo hanno capito. Ho fatto un po’ di tutto, cose matte!

Dimmi una delle cose più matte che hai fatto!

Una volta sono sceso nudo sotto casa…

Possiamo dirlo o ti esponiamo a rischio denuncia?

(Ci pensa): possiamo dirlo, possiamo dirlo!

Ok! Ti faccio una domanda un po’ provocatoria: hai più followers per i tuoi contenuti Instagram o per i tuoi contenuti?

(ride) Eh! È la domanda che mi faccio spesso anche io! Perché non lo so! Perché c’è stato il periodo in cui ho cominciato a pubblicare tante storie e molti hanno cominciato a seguirmi proprio in quel periodo. Però non saprei dirti precisamente se mi seguono più per un motivo o per un altro!

Sono convinto che sicuramente c’è un buon 50 e 50! È piacevole seguire l’arte, ma anche la vita dell’artista! Ti faccio una domanda meno provocatoria e più tecnica: qual è la più grande soddisfazione che può darti una tua foto?

Io scatto foto per immortalare momenti ed emozioni per renderle visibili agli altri. Non tutti possiamo osservare tutto e da ogni punto di vista. Nel momento in cui io vivo una determinata emozione la voglio immortalare per poterti permettere di vivere a tua volta quella emozione.

Nel momento in cui mostro una foto a una persona e quella persona riesce a cogliere il cuore di quella foto: quella è la più grande soddisfazione! Perché se mi dici bella questa foto! Ti ringrazio però siamo rimasti sulla copertina della foto senza entrare nel profondo!

Diciamo si resta sul superficiale…

Si! E questo è nella fotografia come nell’arte. Ti faccio un esempio: i quadri astratti. Valgono migliaia di euro e uno può dire “sono soltanto linee di ****” perché non si va nel profondo. Sull’arte bisogna soffermarsi, perché l’arte per me è qualcosa di veramente forte! L’artista è colui che riesce a scavare nel profondo, a cogliere la profondità e comprendere. Non ci si limita “alle cose belle”.

È un po’ il discorso che viene fatto nel libro “La Mucca Viola, un testo sul marketing, se tu fai una bella foto è il minimo che tu possa fare se sei un fotografo! Quindi se qualcuno ti dice “hai fatto un bella foto” non ti sta dicendo nulla! L’intento dell’artista è offrire molto di più di qualcosa di bello.

Esattamente!

Continuiamo con una domanda più generica: quale consiglio daresti a una persona che si avvicina al mondo della fotografia?

Quando mi chiedono “tu come hai iniziato”?  La prima cosa che ho fatto è stato di scartare la macchina e leggere tutto il manuale d’istruzioni, tutto! Non puoi guidare una macchina se non conosci cos’è il cambio, la frizione o l’acceleratore!

Come qualsiasi strumento devi studiare e poi provare, provare, provare! Una cosa che mi ha aiutato tantissimo: quando avevo la macchina fotografica e uscivo scattavo foto senza guardarle mai. Insomma, dopo aver studiato come si guida una macchina: andavo a guidare! Mi segnavo, mentalmente, quali caratteristiche apportavo in ogni scatto e quando tornavo a casa rivedevo cos’era uscito meglio e cosa doveva essere migliorato. Cosa poteva funzionare e cosa no!

Poi parliamo di arte!

Se domani dovesse chiamarmi un’azienda per uno shooting ai suoi prodotti: devo seguire alcune regole precise. Se invece sei in viaggio con la ragazza e vuoi fare delle foto non ci sono mica regole! Quello è un momento artistico! Quello che è importante è conoscere le regole per sapere quando è il giusto momento per varcare l’irregolarità!

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