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Editoria

#comeloscrivo | Intervista ad Antonio Preziosi [Il Cervello]

Apriamo le porte della nuova rubrica #comeloscrivo con un’intervista all’artista Antonio Preziosi [il cervello]. Introduciamo una tematica particolare: come scrivo una canzone?

Il valore di un’opera è dato dal suo insieme. In un racconto ci aspettiamo di trovare soltanto il racconto, ma quanto è appagante trovare filastrocche, stornelli e canzoni scritte dall’autore stesso?! A me piace moltissimo quando trovo contenuti originali in un racconto. Spesse volte mi sono chiesto: come potrei scrivere una canzone? Per questo motivo per la rubrica #comeloscrivo abbiamo deciso di invitare il cantautore Antonio Preziosi, in arte: Il Cervello. Cominciamo la nostra intervista!

Rubrica #comeloscrivo: Antonio Preziosi [il Cervello]

Ciao Antonio, vogliamo cominciare introducendo un po’ il tuo personaggio? Parlaci di te e della tua esperienza musicale.

Ciao Marco e grazie per avermi invitato nel tuo salottino virtuale. Il Cervello nasce dalla necessità di esprimere le mie emozioni, essendo fortemente empatico, ho la necessità di scrivere continuamente. A volte ho come la sensazione di sentire troppo, scrivere un testo, una melodia e metterla in musica è probabilmente la valvola di sfogo più grande.

Il Cervello e Antonio sono diametralmente connessi, ma l’arte ci consente di uscire fuori dai canoni della società ed essere davvero noi stessi. Quando sono sul palco, in studio, quando lavoro ai miei videoclip musicali entro nel mio mondo e il mondo fuori non esiste più. Il Cervello non è uno solo: sono più personalità nello stesso corpo che fanno a gara per uscire fuori. 

Antonio Preziosi (il Cervello)

Secondo te è possibile unire le tecniche di scrittura di un libro alle tecniche di scrittura di una canzone?

Personalmente passo molto tempo a studiare e leggere libri, che siano romanzi, biografie o graphic novel. Vedo il mio “cervello” come un database che immagazzina materiale in continuazione, rifletto anche mentre dormo. C’è molto della letteratura che amo nei miei brani. Nel mio EP d’esordio, Spirale, ci sono molti riferimenti a David Foster Wallace e Alejandro Jodorowsky.

In particolare “Io sono fatto di cera” è nata sotto il segno della scrittura automatica, ispirandomi a William Burroughs autore de “Il pasto nudo”, romanzo che realizzò seguendo il proprio flusso di coscienza. Di Burroughs mi affascinò molto il suo libro e la sua vita, un personaggio davvero singolare e atipico nel mondo della letteratura: un vero autore punk, come il suo amico Allen Ginsberg.

Quali consigli daresti a uno scrittore per scrivere una canzone in un libro?

Gli consiglierei di leggere tante poesie e filastrocche. Da bambino mia zia mi fece scoprire Gianni Rodari, del quale mi prestò numerosi libri (che non ha più riavuto indietro, mi spiace zia, non si chiamavano Pietro evidentemente). Rodari, Dr. Seuss e Federico Garcia Lorca mi hanno aiutato ad approcciarmi alla poesia in modo stimolante. Da una parte, i primi due, mi hanno offerto la possibilità di tener vivo il mio “bambino interiore”, Lorca di riflettere la mia natura fortemente esistenzialista e bohémien.

Scusami, sono consapevole che la domanda fosse incentrata sul come scrivere una canzone in un libro, ma se non c’è di partenza una forte componente “emotiva” in ciò che si legge, difficilmente si potrà scrivere qualcosa di efficace. Non c’è una regola precisa, è l’emozione la cosa più importante. Se riesci ad essere emozionato mentre leggi e ricordare quell’emozione mentre scrivi, possono accadere cose meravigliose.

Cosa bisogna tenere assolutamente a mente nella scrittura di una canzone?

Mi approccio alla scrittura prendendomi un momento per pensare solo a me stesso, a determinati eventi o situazioni avute in passato. Lo smartphone, il pc, la Playstation, gli amici o qualunque altra cosa, in quei momenti non esistono, non esiste nulla. Soltanto io. Scrivere una canzone vuol dire dare rispetto alla carta, al foglio, alla penna e alle proprie emozioni. Fare altre cose mentre si scrive, è per me, falsificare le emozioni e il proprio pensiero critico e creativo.

In un libro, purtroppo, non possiamo inserire la melodia, come possiamo fare per scrivere una canzone che venga “cantata nella mente” dal lettore?

E qui ci ricolleghiamo sempre all’uso della poesia e della filastrocca, che è il metodo più chiaro e fluido per creare nella mente del lettore la giusta melodia. Ognuno troverà la sua in automatico, semplicemente leggendola e deve essere cura dell’autore, riuscire a trovare le parole giuste. 

Come sta proseguendo la tua carriera? Hai progetti per il futuro?

Attualmente sono entrati nel team di lavoro diversi artisti. L’anno scorso sono arrivati i ragazzi della band di supporto che hanno contribuito attivamente alle composizioni dei brani dell’album e sono Luciano Rella (chitarra), Francesco Carpentieri (basso e compositore strumentali), Carmine Di Giacomo (batteria). Sono diventati la mia famiglia, oltre che un gruppo di amici e lavoro. Da poco tempo sto collaborando con Gianluca Iki del collettivo Amataria, artista e breaker eccezionale, che ci ha aiutato inizialmente con la realizzazione delle divise per Sanremo Rock, ora ci focalizzeremo sicuramente anche su altro. Sono entrati in gioco come troupe di lavoro ad aiutarmi, make-up artist come Miriam D’Argenio e stilisti.

Ora stiamo registrando i primi due singoli tratti dal nuovo album e la copertina è stata realizzata da Miguel Angel Martin, autore di Brian the Brain e di numerosi fumetti di successo.

Il covid-19 è stata un’occasione ulteriore per guardarmi dentro e che insieme ad altri momenti delicati e dolorosi mi hanno stravolto e cambiato. Ho chiamato l’album La Crisi, proprio per questo motivo, perché oltre a significare un’improvvisa modificazione dell’individuo vuol dire che “separazione”, separarsi da persone e relazioni tossiche, è una situazione che possa portare un cambiamento positivo nella propria vita.

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