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DAL 1900 A OGGILetteratura

La reazione di Antonio Gramsci al Fascismo

Antonio Gramsci

Nell’area dei partiti che si rifanno al marxismo, l’oppositore culturalmente più consapevole è Antonio Gramsci. La sua elaborazione teorica maturerà però in carcere (1926-37) ed entrerà nel dibattito politico-culturale italiano e internazionale dopo la prima pubblicazione (1949-51) dei Quaderni del Carcere. Si tratta di una raccolta vastissima di osservazioni, abbozzi, saggi riguardanti la politica, la filosofia crociana, la letteratura colta e popolare, gli intellettuali italiani ecc…

La tematica in seguito approfondita da Antonio Gramsci (nato ad Alles, nel 1891) è già affrontata in Nuce, nei suoi fondamentali nuclei tematici. Poi nell’Ordine Nuovo, una pubblicazione che egli avvia a Torino nel 1919. Prima settimanale, poi quotidiano e infine pubblicato clandestinamente, questo periodico è un laboratorio politico nel quale si distinsero P. Togliatti, U. Terracini, F. Platone, P. Sraffa e molti altri.

CONSIGLI DI FABBRICA

Nei suoi interventi, Antonio Gramsci muove dalla constatazione del fallimento dei partiti socialisti europei – che di fronte alla guerra avevano disinvoltamente dimenticato il loro internazionalismo – e dalla lezione di Lenin, dei soviet e di quanto stava avvenendo in Russia.

Egli si batte per dar vita, con concrete realizzazioni, a uno strumento organizzativo nuovo, il consiglio di fabbrica:

Questa è l’idea forza che l’Ordine Nuovo fa penetrare dall’estate del 1919 nelle officine torinesi: il movimento dei consigli di fabbrica, attraverso la trasformazione delle vecchie Commissioni interne in organismi che siano emanazione spontanea della “massa che si governa da sé” nel suo “territorio nazionale”; il luogo di lavoro, l’unità produttiva.

Spriano

Gramsci vede nei consigli di fabbrica:

La prima organizzazione basata sulla democrazia operaia.

E Gobetti segue con grande interesse questi esperimenti. Di fronte all’incombente fascismo, l’opposizione di Gramsci è senza esitazioni: nel febbraio del 1924 egli fonda “L’Unità”, in seguito denuncia decisamente l’errore dell’Aventino.

L’INTELLETTUALE ORGANICO

Nel contempo, per la conseguente necessità di acculturare gli operai, di formare quadri dirigenti, Gramsci comincia a porre i problemi che approfondirà in seguito: il ruolo dell’intellettuale, la funzione della cultura e della scuola, l’utilizzazione critica della cultura borghese. Di questo, però, ne parlerò in un altro articolo.

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