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“Le corna stanno bene su tutto” di Giulia De Lellis | Recensione

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Le corna stanno bene su tutto” di Giulia De Lellis. Respiro, ormai ci sono dentro. E dovrei sentirmi in colpa perché sto contribuendo a pubblicizzarla, ma è più forte di me. L’hanno già detto in molti, e non sarò certo l’ultimo a parlarne: il problema dell’editoria italiana non risiede nelle scelte delle case editrici; si tratta di azioni capitaliste, fatte per sopravvivere in un mercato sempre più cannibale e affollato.

ESEMPIO PRATICO

Se c’è una cosa che nella vita mi infastidisce è la finta etica, o simulata moralità. Ti faccio un esempio:

Sei un produttore discografico e da sempre hai dato vita ad album stupendi. Ami la musica pop, non disprezzi il rock, abitualmente ascolti jazz. Non ti piace la musica trap. Un giorno, dati alla mano, ti rendi conto che se continuerai a ignorare chi fa quel genere di musica, fallirai entro fine anno. Allora chiudi un occhio, fingi di non pensarci, pubblichi un album trap che ti fa sbancare e ti permette di continuare a produrre altri album pop. Sei salvo e puoi continuare a dire la tua in un mercato saturo.

“Le corna stanno bene su tutto” di Giulia De Lellis è la musica trap. La Mondadori è il produttore discografico.

ESEMPIO PARTE 2: Gestisci una libreria nel centro di Roma: una qualunque, tanto non fa la differenza. Sei subissato di tasse, la gente passa ma in pochi si fermano a comprare. In vetrina esponi un libro pazzesco, genere narrativa che sfuma nel thriller con suggestioni romantiche. Vorresti che il mondo si fermasse a leggerlo, e se potessi sono certo che lo regaleresti pure per poi chiedere: allora? bello eh? Ma non puoi. La verità è che stai collassando, sei al verde, è difficile pagare le bollette. Poi arriva lei, Giulietta, e non riesci a gestire gli ordini. Perennemente esaurito. Addirittura, continuano a entrare ragazzini che ti chiedono: ce l’hai qua? No perché nell’altra libreria l’hanno finito…

Cose da non crederci. Allora fai rifornimento, cazzo se fai rifornimento, e fanculo l’etica, si prende anche tutta la vetrina se serve. Per quell’altro capolavoro che non si caga nessuno c’è tempo, finita l’ondata lo rimetterai in vetrina e tutti si dimenticheranno di lei.

LA MORALE

Le cose sono due. Tu, che ti arrabbi, potresti appartenere a due categorie:

  • Sei forse  il tipo che segue la massa, che si incazza e urla e schiamazza perché tutti lo fanno e perché ti senti parte di una protesta legittima?
  • O sei quello che ha scritto un “capolavoro” che nessuno legge e ti brucia? Cazzo se ti brucia.

La verità è che nessuno si ricorderà di Giulia De Lellis scrittrice. Influencer forse, partecipante di Uomini e Donne magari, comparsante al Grande Fratello nelle vesti di donna gelosa probabilmente, ma mai scrittrice. Perché scrittrice lei non lo sarà mai. E sotto sotto, credo che nemmeno voglia esserlo.

In fondo, è solo Marketing.

La letteratura è una donna saggia e ci vede lungo. Tra 100 anni, se il mondo esisterà ancora, nelle scuole parleranno di Tolkien, J.K. Rowling, Beckett, Faletti, Camilleri, ma non ci sarà spazio per la De Lellis. Non verrà studiato Moccia e nemmeno Fabio Volo. Nessun professore sano di mente lo farebbe. Nemmeno io lo farò.

Quindi stai tranquillo, è solo marketing.

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